photo credits wwf.it – Dossier Coste 2022
Ogni anno, la Giornata Mondiale degli Oceani (8 giugno) ci invita a riflettere sull’importanza di proteggere i nostri mari e oceani. In un mondo saturo di “giornate mondiali”, potrebbe sembrare che questi eventi – come la giornata mondiale della Terra – siano solo un’ulteriore voce nel calendario. Ma dietro ogni giornata celebrativa si nasconde un obiettivo fondamentale: sensibilizzare l’opinione pubblica su temi urgenti e stimolare azioni concrete per il Pianeta.
Quest’anno, per l’occasione, il WWF Italia ha reso pubblico il suo dossier dedicato alle coste italiane, uno studio fondamentale per comprendere lo stato di salute dei nostri ecosistemi costieri. Il report, suddiviso in 24 pagine ricche di dati e informazioni, fornisce una visione chiara e aggiornata del nostro litorale, mettendo in evidenza i problemi ambientali più urgenti e proponendo soluzioni concrete.
Dossier WWF: conoscere per proteggere le coste italiane
l Dossier Coste WWF esplora, con un approccio divulgativo e scientifico, i principali temi legati alla protezione delle coste italiane, evidenziando le minacce, le soluzioni naturali e l’importanza di un impegno collettivo per salvaguardare l’ambiente marino. Il report è suddiviso in cinque capitoli principali:
- Ecosistemi Costieri e le Minacce: Un’analisi delle principali minacce a cui sono sottoposti gli ecosistemi costieri italiani.
- Protezione delle Coste e Legalità: Un approfondimento sulle illegalità ambientali, dalle costruzioni non autorizzate alla pesca illegale.
- Biodiversità Marina: Come preservare la biodiversità marina in un contesto di crescente urbanizzazione e degrado ambientale.
- Soluzioni Naturali per l’Ecosistema Costiero: Le nature-based solutions (NBS) come risposta per ripristinare e rinforzare gli ecosistemi naturali.
- Vademecum e Appello alle Istituzioni: Consigli pratici per cittadini e attivisti e un invito alle istituzioni per azioni urgenti.
I dati chiave del Dossier: la salute del mare e le minacce al nostro litorale
Il dossier evidenzia alcuni numeri drammatici:
- 25% delle specie marine italiane sono a rischio.
- La pesca fornisce il 16% dello sbarcato italiano, ma la crescente pressione su queste risorse minaccia la loro sostenibilità.
- Le praterie di Posidonia oceanica, essenziali per l’assorbimento di CO2 e la protezione delle coste, sono minacciate da fenomeni di erosione, cementificazione e inquinamento.
Le minacce alle coste italiane: dalle attività umane al cambiamento climatico
Le nostre coste sono costantemente sotto attacco da diverse minacce legate alle attività umane e al cambiamento climatico. Alcuni dei principali fattori di stress includono:
- Erosione Costiera: Derivante principalmente dalle attività umane, come l’intaccamento dei corsi d’acqua e l’abbattimento delle dune costiere. Tra il 2006 e il 2019, oltre 800 km di costa sono stati colpiti da fenomeni erosivi.
- Cementificazione e Consumo di Suolo: Il 51% delle coste italiane, circa 3000 km, è stato trasformato in aree urbanizzate o infrastrutture.
- Inquinamento da Plastica e Runoff: Il runoff da attività agricole, industriali e urbane è uno dei principali colpevoli del degrado delle coste. Le sostanze chimiche, i pesticidi e le microplastiche inquinano le acque e danneggiano la biodiversità marina.
Le soluzioni per proteggere il mare: natura e tecnologia a supporto della sostenibilità
Uno degli aspetti più importanti del dossier WWF è l’analisi delle soluzioni naturali (nature-based solutions) per ripristinare la salute degli ecosistemi marini. Le praterie di Posidonia, ad esempio, giocano un ruolo cruciale nella protezione delle coste, contribuendo a:
Conservare la Biodiversità: Le praterie forniscono rifugio per numerose specie marine, come pesci, invertebrati e molluschi.
Mitigare le Mareggiate: Proteggendo le spiagge dall’erosione e dai danni causati dalle onde.
Assorbire la CO2: Le praterie di Posidonia possono stoccare fino al 42% di CO2, contrastando gli effetti del cambiamento climatico.
Conservare la Biodiversità: Le praterie forniscono rifugio per numerose specie marine, come pesci, invertebrati e molluschi.
Le minacce al mare: cambiamenti climatici e overfishing
Le minacce al mare non provengono solo dalla terra, ma anche dal mare stesso:
Overfishing (Pescato Eccessivo): Oltre il 75% del pescato nel Mediterraneo supera la capacità di rigenerazione degli ecosistemi marini. Questo minaccia non solo le popolazioni di pesci, ma l’intero equilibrio marino.
L’Europa e la tutela del mare: obiettivi per il 2030
L’Unione Europea, con la Strategia per la Biodiversità 2030, ha fissato obiettivi ambiziosi per proteggere almeno il 30% delle acque marine entro il 2030. Tuttavia, l’Italia è ancora in ritardo nel raggiungimento di questi traguardi, con una protezione insufficiente delle aree marine e costiere.
Le Aree Marine Protette (AMP), che coprono circa il 13% delle acque italiane, sono troppo piccole e troppo vulnerabili. Inoltre, molte di queste aree sono soggette a attività illegali, come la pesca non autorizzata e la vendita di specie protette.
L’Importanza di agire: cosa puoi fare tu per proteggere il mare
Ogni azione conta. Il dossier WWF ci ricorda che la protezione delle coste e degli oceani è una responsabilità collettiva che riguarda tutti: cittadini, attivisti, comunicatori, istituzioni e imprese. Ecco alcune azioni che possiamo intraprendere:
- Sostenere le Aree Marine Protette: Promuovere politiche di tutela delle coste e dell’ambiente marino.
- Adottare Soluzioni Naturali: Sostenere e promuovere l’adozione di nature-based solutions per la protezione degli ecosistemi marini.
- Educazione Ambientale: Informarsi e sensibilizzare sul runoff, l’inquinamento da plastica e altre minacce ai nostri mari.
In sintesi: proteggere il mare è un imperativo morale
Come sottolineato nel dossier, la protezione delle coste italiane e della biodiversità marina è una questione urgente. Non possiamo più permetterci di ignorare le minacce al nostro mare. Ognuno di noi può fare la propria parte: basta un piccolo gesto per proteggere l’ambiente e contribuire a un futuro sostenibile.
Cosa puoi fare tu per il mare? Raccontaci le tue azioni nei commenti e continua a supportare chi lavora per un Pianeta più sano.

fonti:
- WWF Mediterranean Marine Initiative -2021-“Gli effetti del cambiamento climatico nel Mediterraneo. Sei storie da un mare sempre più caldo”. Rome, Italy
- Angela Barbano, ISPRA (2021). Erosione costiera in Italia
- ISPRA (2010). Formazione e gestione delle banquettes di Posidonia oceanica sugli arenili
- Casale, P., Freggi, D., Paduano, V., & Oliverio, M. (2016). Biases and best approaches for assessing debris ingestion in sea turtles, with a case study in the Mediterranean. Marine pollution bulletin, 110(1), 238-249
- Kinjo, A., Mizukawa, K., Takada, H., & Inoue, K. (2019). Size-dependent elimination of ingested microplastics in the Mediterranean mussel Mytilus galloprovincialis. Marine pollution bulletin, 149, 110512
- Plastic Busters MPAs https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/acque-interne-e-marino-costiere-1/plastic-busters-mpas-
- MedECC (2019). First Climate and Environmental Change Report in the Mediterranean. ufmsecretariat. org/climate-change-report
- FAO (2018). The State of Mediterranean and Black Sea Fisheries. General Fisheries Commission for the Mediterranean. Rome. 172 pp. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO.
wwf Italia 2020 – la biodiversità in Italia Status e minacce - WWF Italia (2019). Fermiamo l’inquinamento da plastica; Italia: una guida pratica per uscire dalla crisi della plastica
- WWF Italia (2022). 2022-2030. Priorità natura Italia,la sfida del 30×30
- Gomei M., Abdulla A., Schröder C., Yadav S., Sánchez A., Rodríguez D., Abdul Malak D. (2019). TOWARDS 2020: How Mediterranean countries are performing to protect their sea
- WWF Italia (2018). Check-up Aree Marine Protette; Report sulla valutazione dell’efficacia di gestione tramite metodo RAPPAM.
- Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Reparto III – Piani e Operazioni – CCNP. PROGETTO LIFE SWIPE – RICHIESTA INVIO DATI ILLECITI CONTRO LA FAUNA SELVATICA MARINA 2015/2020
- mite.gov.it/pagina/rete-natura-2000
- iucn.org